Chiara Madaro
Il valore del dialogo interculturale e dei
laboratori di Pace in tempi di guerra.
Di fronte a un contesto
internazionale devastato da guerre e divisioni, Santa Maria di Leuca ha
ospitato dal 10 al 14 agosto 2026 l’11ª edizione del Meeting internazionale dei giovani del Mediterraneo, un’intensa esperienza di
fraternità e dialogo interculturale in tema di "Mediterraneo di pace
per un mondo in pace – Bellezza, Arte e Pace" alla presenza di
autorità civili, militari e religiose, oltre alla comunità giovanile diocesana.
L'iniziativa riafferma
il ruolo del Salento come ponte di pace e dialogo tra i popoli.
Il contesto ha chiamato
a raccolta giovani provenienti dai Paesi del bacino Mediterraneo come
Gerusalemme e Cipro, riuniti per ribadire che le differenze possono generare
accoglienza, abbattere le ferite della memoria e costruire un'alternativa
concreta alla logica della guerra.
La carismatica presenza del Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, rappresenta un forte segnale di speranza. La sua Lettera pastorale intitolata "Tornarono a Gerusalemme con grande gioia", sul valore della presenza dei cristiani in Medioriente, oggi teatro di aspri conflitti, ha costituito una guida ai lavori nel confronto sui valori del rispetto, della condivisione e della convivenza pacifica. Il cardinale Pizzaballa che ha offerto una testimonianza diretta da uno dei fronti di guerra più drammatici del pianeta ha ricordato il ruolo naturale del Salento, terra di confine e accoglienza, di partenza e di arrivo, abituata all’intreccio di culture e popolazioni, atteggiamento rinnovato attraverso la Carta di Leuca, piccolo seme che salva dalla cultura della paura, del male, del sospetto che spesso sembrano soverchiarci e propone invece una prospettiva sana della vita e dell’incontro. Il cardinale Pizzaballa valorizza, quindi, il dialogo come primo momento capace di sconfiggere la paura e chiusura in sè stessi e propone una domanda che nei teatri di guerra e violenza ci si chiede spesso: ‘dov’è Dio, perché permette che si compiano questi orrori’? Il cardinale propone un ribaltamento della questione traendo spunto da una lettura del Vangelo che ci riporta alle nostre responsabilità: dove è l’Uomo? A quale punto si trova l’Umanità in questo momento della storia? “Cosa abbiamo fatto della nostra umanità a Gaza, in Cisgiordania, in Israele, in Palestina, a Santa Maria di Leuca, in Puglia, in qualsiasi parte del mondo – dice il cardinale – (…) la nostra vita e la nostra esistenza deve diventare una risposta a tutto questo. In Terrasanta abbiamo assistito molto ad una sorta di de-umanizzazione e questo atteggiamento cinico genera sfiducia e paura”. “Salvare l’umanità in noi stessi – prosegue – nel nostro modo di pensare, nel nostro cuore, nelle nostre relazioni personali, familiari, nel modo in cui costruiamo la comunità”.
Sulle orme di don
Tonino, mancato il 20 aprile 1993, il meeting ha vissuto un momento simbolico
con la marcia notturna di pace nella notte tra il 13 e il 14 agosto
dalla sua tomba ad Alessano fino al Santuario di Leuca.
Il percorso è culminato
il 14 agosto con un appello ai potenti della Terra e la proclamazione
della Carta di Leuca. Nelle intenzioni di mons. Vito Angiuli, vescovo della Diocesi
di Ugento - Santa Maria di Leuca, incarico che ricopre dal 2010, la Carta non è
un semplice esercizio formale, ma un accorato appello politico e spirituale
ai responsabili delle nazioni affinché trasformino le parole dei giovani in
azioni concrete di giustizia e disarmo.
La Carta di Leuca 2026 intende
dimostrare che, mentre la diplomazia dei governi tace o fallisce, la
"diplomazia dei giovani" sceglie di incontrarsi, camminare insieme e
chiedere un futuro di convivenza pacifica.
“Uno sguardo aperto
significa anche avere un cuore aperto”, si conclude con questo augurio da
parte del cardinale Pizzaballa alla Comunità.
14 agosto
2026


